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I Volontari CRI di Jesi all’esercitazione regionale di Protezione Civile: 3 giorni tra simulazione e formazione

Dal 19 al 21 Giugno la Protezione Civile della Regione Marche ha messo in atto una
simulazione del collasso della diga di Castreccioni a seguito di una sequenza sismica
progressiva nell’area compresa tra Urbino e Camerino. Si è ipotizzato un aggravamento
delle condizioni della diga fino ad un ipotetico collasso dell’invaso e alla propagazione di
un’onda di piena lungo il bacino del Musone.

L’esercitazione, che rientra nelle attività di pianificazione, aggiornamento e verifica del
sistema regionale di Protezione Civile, ha coinvolto anche Volontari del Comitato CRI di Jesi.
Di seguito il reportage di questo importante weekend!/h3

19 Giugno: fase di pre-allerta e controlli tecnici

A seguito delle prime scosse di terremoto viene aperto il Centro Operativo Comunale
(COC), dove il Delegato Tecnico e l’operatore della Sala Operativa Locale (SOL) della CRI di
Jesi iniziano a lavorare presso la sala radio. Una volta aperto il Piano di Emergenza Dighe
(PED) si osserva che, in caso di esondazione del fiume Musone per il crollo della diga di
Castreccioni, la frazione di Castelrosino sarebbe stata a rischio; viene quindi attivato il livello
di emergenza S1 (Vigilanza). In serata, dato il susseguirsi delle scosse di terremoto, viene
deciso di trasferire il personale della SOL – Strappato e Zenobi, del Comitato CRI di Jesi,
supportati dal Volontario di Sassoferrato Ragni – presso il COC.

20 Giugno: simulazione del collasso della diga

Alle ore 9:50 viene registrata una scossa di terremoto di magnitudo 5.0. Viene quindi
dichiarata la fase di Allarme con SOL in S2, e il Sindaco emana l’ordinanza di evacuazione
della frazione di Castelrosino. Successivamente viene formata la colonna mobile con
equipaggi A.N.C., e la Croce Rossa di Jesi dispiega 7 volontari e 4 veicoli (Pickup 4×4,
Ambulanza, pulmino con pedana e furgone logistica). Chiuse le strade a rischio e avvisata la
popolazione, il veicolo della logistica procede verso Santa Maria del Colle, dove stabilisce un
punto di raccolta sicuro per la popolazione evacuata e installa un Posto di Comando
Avanzato
(PCA) con tenda pneumatica.

Alle 11:15, a seguito di una scossa di magnitudo 6.2, la diga collassa: la Sala Operativa
Unificata Permanente
(SOUP) e la SOL dichiarano lo stato di Emergenza. Nei 23 minuti
precedenti l’arrivo dell’onda di piena, dall’altezza di 1,80 m, 87 persone tra popolazione,
volontari e forze dell’ordine vengono evacuate dalla zona e portate al sicuro presso Santa
Maria del Colle, dove vengono effettuate le registrazioni della popolazione e il censimento.
Vengono inoltre attivate due pattuglie cinofili per una donna che risulta dispersa, mentre una
persona con problemi cardiaci viene accompagnata all’Ospedale Urbani.

Nel frattempo, presso il Palabaldinelli di Osimo viene aperto il Centro Operativo Misto
(COM) per coordinare i soccorsi, al quale vengono richieste brande, kit di prima accoglienza
e volontari da impiegare presso il punto di accoglienza organizzato al Palatriccoli di Jesi. Alle
12:15 inizia il trasferimento da Santa Maria del Colle al Palatriccoli. Una volta terminato il
trasferimento viene smontato il PCA e l’autocolonna rientra in sede. I documenti del
censimento vengono consegnati alla segreteria del COC, che organizza l’ospitalità alla
popolazione.

Parallelamente ai Volontari di Jesi, anche i Volontari dell’Unità Territoriale di Staffolo hanno
partecipato alle operazioni presso il COC di Staffolo per supportare la popolazione e le forze
dell’ordine in tutta la fase emergenziale. A Cingoli, invece, il Volontario Ronchi (Operatore
Polivalente di Salvataggio in Acqua) è stato impegnato nelle attività in zona alluvionale.

21 Giugno: attività conclusive

L’esercitazione si conclude domenica 21 giugno con un importante momento di debriefing,
volto a capire cosa ha funzionato e su cosa invece sia ancora necessario lavorare.

Grazie alle Autorità, al personale e ai Volontari delle numerose realtà e associazioni
coinvolte per il loro impegno nell’esercitazione e, soprattutto, per aver dimostrato di essere
pronti e fare squadra quando più ce n’è bisogno!